DECRETO 22 agosto 1994, n. 582

  Regolamento   recante   le   modalita'   per  l'accertamento  e  la
certificazione di morte.
 
 Vigente al: 3-3-2016  
 

                      IL MINISTRO DELLA SANITA'
  Vista la legge 29 dicembre 1993, n.  578,  contenente:  "Norme  per
l'accertamento e la certificazione di morte";
  Visto  in particolare l'art. 2 della predetta legge che prevede che
le modalita' per l'accertamento della morte e le  condizioni  la  cui
presenza  simultanea  determina  il momento della morte sono definite
con decreto del Ministro della sanita', previo parere obbligatorio  e
vincolante  del  Consiglio  superiore di sanita', che si esprime dopo
aver  sentito  le  societa'  medico-scientifiche   competenti   nella
materia;
  Visto  il  parere che il Consiglio superiore di sanita' ha espresso
sullo schema di decreto nella seduta del 13 aprile  1994,  dopo  aver
sentito le societa' medico-scientifiche competenti nella materia;
  Udito  il  parere  del  Consiglio  di  Stato espresso nell'adunanza
generale del 27 luglio 1994;
  Ritenuto di provvedere in conformita' ai predetti pareri;
  Visto l'art. 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400;
  Vista la comunicazione in data 22 agosto  1994  al  Presidente  del
Consiglio  dei  Ministri  a norma dell'art. 17, comma 3, della citata
legge n. 400 del 1988;
                             A D O T T A
                      il seguente regolamento:
                               Art. 1.
            Accertamento della morte per arresto cardiaco
  1. In conformita' all'art. 2, comma  1,  della  legge  29  dicembre
1993,  n.  578,  l'accertamento della morte per arresto cardiaco puo'
essere effettuato da  un  medico  con  il  rilievo  grafico  continuo
dell'elettrocardiogramma protratto per non meno di 20 minuti primi.
          AVVERTENZA:
             Il  testo  delle note qui pubblicato e' stato redatto ai
          sensi  dell'art.  10,  comma  3,  del  testo  unico   delle
          disposizioni     sulla     promulgazione    delle    leggi,
          sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica
          e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica  italiana,
          approvato  con  D.P.R.  28  dicembre 1985, n. 1092, al solo
          fine di facilitare la lettura delle disposizioni  di  legge
          alle  quali  e'  operato  il  rinvio.  Restano invariati il
          valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti.
          Note alle premesse:
            - Il testo dell'art. 2 della  legge  n.  578/1993  e'  il
          seguente:    "Art. 2 (Accertamento di morte). - 1. La morte
          per  arresto  cardiaco  si  intende  avvenuta   quando   la
          respirazione   e   la  circolazione  sono  cessate  per  un
          intervallo  di  tempo  tale  da   comportare   la   perdita
          irreversibile  di  tutte  le  funzioni dell'encefalo e puo'
          essere accertata con  le  modalita'  definite  con  decreto
          emanato dal Ministro della sanita'.
             2.  La morte nei soggetti affetti da lesioni encefaliche
          e sottoposti a  misure  rianimatorie  si  intende  avvenuta
          quando  si verifica la cessazione irreversibile di tutte le
          funzioni dell'encefalo ed e'  accertata  con  le  modalita'
          clinico-strumentali   definite   con  decreto  emanato  dal
          Ministro della sanita'.
             3. Il decreto del Ministro della sanita' di cui ai commi
          1  e  2 e' emanato entro quattro mesi dalla data di entrata
          in vigore della presente legge, previo parere  obbligatorio
          e  vincolante  del Consiglio superiore di sanita', che deve
          esprimersi    dopo     aver     sentito     le     societa'
          medico-scientifiche  competenti nella materia. I successivi
          eventuali aggiornamenti e modifiche del citato decreto sono
          disposti con la medesima procedura.
             4. Il decreto del Ministro della sanita' di cui al comma
          2  definisce  le  condizioni  la  cui  presenza  simultanea
          determina  il momento della morte e definisce il periodo di
          osservazione durante il quale deve verificarsi il perdurare
          di tali condizioni, periodo che non puo'  essere  inferiore
          alle  sei  ore.  Il  citato  decreto deve tener conto delle
          peculiarita' dei soggetti di eta' inferiore ai cinque anni.
             5. L'accertamento della morte dei  soggetti  affetti  da
          lesioni  encefaliche  e sottoposti a misure rianimatorie e'
          effettuato da un collegio medico nominato  dalla  direzione
          sanitaria,  composto da un medico legale o, in mancanza, da
          un medico di direzione sanitaria o da un  anatomo-patologo,
          da  un  medico specialista in anestesia e rianimazione e da
          un  medico  neurofisiopatologo  o,  in  mancanza,   da   un
          neurologo    o    da    un    neurochirurgo    esperti   in
          elettroencefalografia. I  componenti  del  collegio  medico
          sono dipendenti di strutture sanitarie pubbliche.
             6.  In  ogni  struttura sanitaria pubblica, la direzione
          sanitaria  nomina   uno   o   piu'   collegi   medici   per
          l'accertamento  della morte dei soggetti affetti da lesioni
          encefaliche e sottoposti  a  misure  rianimatorie.  Ciascun
          singolo  caso  deve  essere  seguito  dallo stesso collegio
          medico.
             7. Il collegio medico e' tenuto  ad  esercitare  le  sue
          funzioni  anche in strutture sanitarie diverse da quella di
          appartenenza. Le case di cura private devono avvalersi  per
          l'accertamento  della  morte nel caso di cui al comma 2 dei
          collegi  medici  costituiti   nelle   strutture   sanitarie
          pubbliche.
             8.  La partecipazione al collegio medico e' obbligatoria
          e rientra nei doveri di ufficio del nominato.
             9. Il collegio medico deve esprimere un giudizio unanime
          sul momento della morte".
             - Il comma  3  dell'art.  17  della  legge  n.  400/1988
          (Disciplina  dell'attivita'  di Governo e ordinamento della
          Presidenza del Consiglio  dei  Ministri)  prevede  che  con
          decreto  ministeriale  possano  essere adottati regolamenti
          nelle materie di competenza del  Ministro  o  di  autorita'
          sottordinate  al  Ministro,  quando  la legge espressamente
          conferisca tale potere. Tali regolamenti,  per  materie  di
          competenza  di  piu'  Ministri, possono essere adottati con
          decreti interministeriali, ferma restando la necessita'  di
          apposita autorizzazione da parte della legge. I regolamenti
          ministeriali ed interministeriali non possono dettare norme
          contrarie  a  quelle  dei  regolamenti emanati dal Governo.
          Essi debbono essere comunicati al Presidente del  Consiglio
          dei  Ministri prima della loro emanazione. Il comma 4 dello
          stesso articolo stabilisce che  gli  anzidetti  regolamenti
          debbano  recare  la  denominazione  di "regolamento", siano
          adottati previo parere del Consiglio di  Stato,  sottoposti
          al  visto  ed  alla  registrazione  della Corte dei conti e
          pubblicati nella Gazzetta Ufficiale.
                               Art. 2. 
Condizioni che inducono all'accertamento  della  morte  nei  soggetti
 affetti da lesioni encefaliche e sottoposti a misure rianimatorie. 
  1. Nei soggetti affetti da lesioni encefaliche sottoposti a  misure
rianimatorie, salvo  i  casi  particolari  di  cui  al  comma  2,  le
condizioni che, ai sensi dell'art. 3 della legge 29 dicembre 1993, n. 
578, impongono al medico della struttura sanitaria di dare  immediata
comunicazione alla direzione sanitaria dell'esistenza di un  caso  di
morte   per   cessazione   irreversibile   di   tutte   le   funzioni
dell'encefalo, sono: 
    a) stato di incoscienza; 
    b) assenza di riflessi del tronco e di respiro spontaneo; 
    c) silenzio elettrico cerebrale. 
  2. L'iter diagnostico-terapeutico, finalizzato anche alla  certezza
della diagnosi eziopatogenetica, deve prevedere, nelle  sottoelencate
situazioni   particolari,   l'esecuzione   di   ulteriori    indagini
complementari atte  ad  evidenziare  l'esistenza  di  flusso  ematico
cerebrale: 
    a) bambini di eta' inferiore a 1 anno; 
    b) presenza  di  fattori  concomitanti  (farmaci  depressori  del
sistema      nervoso      centrale,      ipotermia,       alterazioni
endocrinometaboliche, ((ipotensione  sistemica  pregressa)  di  grado
tale da interferire sul quadro clinico complessivo.)) In  alternativa
al  rilievo  del  flusso  ematico  cerebrale   l'iter   puo'   essere
procrastinato  fino  all'avvenuta  normalizzazione  delle  situazioni
predette; 
    c) situazioni che non consentono  una  diagnosi  eziopatogenetica
certa o che  impediscono  l'esecuzione  dei  riflessi  del  tronco  o
dell'elettroencefalogramma (EEG). 
  3. Nel caso in cui il  flusso  ematico  cerebrale  valutato  per  i
motivi di cui al precedente comma risulti assente,  il  medico  della
struttura sanitaria e' tenuto a  dare  immediata  comunicazione  alla
direzione sanitaria ai sensi dell'art.  3  della  legge  29  dicembre
1993, n. 578. 
                               Art. 3. 
Accertamento della morte nei soggetti affetti da lesioni  encefaliche
                 e sottoposti a misure rianimatorie 
  1. Nei soggetti di cui all'art. 2 la morte e' accertata quando  sia
riscontrata, per il periodo di osservazione previsto dall'art. 4,  la
contemporanea presenza delle seguenti condizioni: 
    a) stato di incoscienza; 
    b) assenza di riflesso corneale,  riflesso  fotomotore,  riflesso
oculocefalico  e  oculovestibolare,  reazioni  a  stimoli  dolorifici
portati  nel  territorio  d'innervazione  del   trigemino,   riflesso
carenale e respirazione spontanea dopo sospensione della ventilazione
artificiale fino al raggiungimento di ipercapnia accertata da 60 mmHg
con pH ematico minore di 7,40; 
    c) silenzio elettrico  cerebrale,  documentato  da  EEG  eseguito
secondo le modalita' tecniche riportate nell'allegato 1; 
    d) assenza di flusso cerebrale preventivamente documentata  nelle
situazioni particolari previste dal comma 2 dell'art. 2. 
  2. I riflessi spinali, spontanei o provocati, non  hanno  rilevanza
alcuna  ai  fini  dell'accertamento   della   morte,   essendo   essi
compatibili con la condizione di cessazione irreversibile di tutte le
funzioni encefaliche. 
  3. Nel neonato  l'accertamento  della  morte  di  cui  al  presente
articolo puo' essere eseguito solo se la nascita e'  ((avvenuta  dopo
la 38a settimana di gestazione)) e comunque  dopo  una  settimana  di
vita extrauterina. 
                               Art. 4.
                       Periodo di osservazione
  1. La durata  dell'osservazione  ai  fini  dell'accertamento  della
morte deve essere non inferiore a:
    a)  sei ore per gli adulti e i bambini in eta' superiore a cinque
anni;
    b) dodici ore per i bambini di eta' compresa  tra  uno  e  cinque
anni;
    c) ventiquattro ore nei bambini di eta' inferiore a un anno.
  2.  In  tutti  i  casi  di  danno  cerebrale anossico il periodo di
osservazione  non  puo'  iniziare  prima  di  24  ore   dal   momento
dell'insulto anossico.
  3.  La simultaneita' delle condizioni di cui al comma 1 dell'art. 3
- o, nei casi di cui al punto c) del comma 2 dell'art.  2,  di  tutte
quelle  esplorabili  -  deve  essere rilevata dal collegio medico per
almeno tre volte, all'inizio, a meta' e  alla  fine  del  periodo  di
osservazione. La verifica di assenza di flusso non va ripetuta.
  4.  Il  momento  della  morte  coincide con l'inizio dell'esistenza
simultanea delle condizioni di cui al
comma 3.
                               Art. 5.
                   Arresto cardiaco irreversibile
                 durante il periodo di osservazione
  1. Qualora, durante il periodo di osservazione di cui  all'art.  4,
si verifichi la cessazione del battito cardiaco, l'accertamento della
morte puo' essere effettuato con le modalita' di cui all'art. 1.
                               Art. 6.
                       Certificazione di morte
  1. Le modalita' relative alla visita del  medico  necroscopo  e  la
connessa   certificazione  di  morte  in  caso  di  arresto  cardiaco
accertato  secondo  quanto   previsto   dall'art.   1,   seguono   le
disposizioni  contenute  negli  articoli  4, 8 e 9 del regolamento di
polizia  mortuaria  approvato  con  decreto  del   Presidente   della
Repubblica  10  settembre 1990, n. 285. Nel caso nel quale il rilievo
elettrocardiografico sia stato eseguito da un medico necroscopo, egli
provvedera' direttamente alla compilazione del certificato di morte.
  2. L'accertamento della morte eseguito con  le  modalita'  indicate
negli  articoli  3  e  4 esclude ogni ulteriore accertamento previsto
dall'art.  141  del  regio  decreto   9   luglio   1939,   n.   1238,
sull'ordinamento  dello  stato  civile, e dagli articoli 4, 8 e 9 del
regolamento di polizia mortuaria approvato con decreto del Presidente
della Repubblica 10 settembre 1990, n. 285.
  3. L'obbligo della compilazione del certificato di  morte  previsto
dall'art.   141   del   regio   decreto   9  luglio  1939,  n.  1238,
sull'ordinamento dello stato civile, compete, in qualita'  di  medico
necroscopo,  al  componente  medico  legale  o, in mancanza, a chi lo
sostituisce nel collegio di cui all'art. 2, comma 5, della  legge  29
dicembre 1993, n. 578.
  Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito
nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
   Roma, 22 agosto 1994
                                                   Il Ministro: COSTA
Visto, il Guardasigilli: BIONDI
 Registrato alla Corte dei conti il 12 ottobre 1994
 Registro n. 1 Sanita', foglio n. 281
                             ALLEGATO 1 
1) Parametri strumentali. 
   Nell'accertamento della condizione di cessazione irreversibile  di
tutte le funzioni dell'encefalo,  in  concomitanza  con  i  parametri
clinici riportati in art. 3, deve essere evidenziata la  presenza  di
silenzio elettrico cerebrale  definito  come  "assenza  di  attivita'
elettrica di origine cerebrale spontanea  e  provocata,  di  ampiezza
superiore a 2 microVolts su qualsiasi regione del capo per una durata
continuativa di 30 minuti". 
2) Metodologia strumentale. 
   La  condizione  di  silenzio  elettrico  cerebrale   deve   essere
accertata con la seguente metodologia: 
    utilizzazione di almeno 8 elettrodi posti  simmetricamente  sullo
scalpo, secondo il Sistema 10-20 Internazionale, in modo da esplorare
tutte le aree cerebrali (Fp2, C4, T4, 02, Fp1, C3, T3, 01); 
    le   derivazioni   possono   essere   bipolari    con    distanza
interelettrodica non inferiore a 10 cm e/o monopolari (con  elettrodi
di riferimento biauricolari); 
    le impedenze elettrodiche devono essere comprese  tra  0,1  e  10
KOhms; 
    l'amplificazione deve essere di 2 microVolts/mm e la calibrazione
con deflessione positiva o negativa di 5 mm  per  un  segnale  di  10
microVolts; 
    nel  corso  della  registrazione  vanno  utilizzate  almeno   due
costanti di tempo (di 0,1 e di 0,3 sec.); 
    durante l'esame va  ripetutamente  valutata  la  reattivita'  nel
tracciato  elettroencefalografico  a  vari   tipi   di   stimolazione
sensoriale (acustiche, nocicettive); 
    la    durata    di    ciascuna    seduta     di     registrazione
elettroencefalografica deve essere di almeno 30 minuti; 
    le  registrazioni  elettroencefalografiche  vanno  effettuate  su
carta, al momento della determinazione della condizione di cessazione
irreversibile di tutte le funzioni dell'encefalo e ripetute  a  meta'
ed alla fine del periodo di osservazione. 
 3) Accorgimenti tecnici. 
   Poiche' artefatti provenienti dall'ambiente di  registrazione  e/o
dal paziente  in  esame  possono  essere  responsabili  di  attivita'
ritmica, pseudoritmica o sporadica che si riflette su ogni  elettrodo
registrante posto sullo scalpo, occorre, su di un totale di non  meno
8 canali di registrazione, dedicare: 
    un canale di registrazione all'elettrocardiogramma; 
    un canale di registrazione all'attivita' bioelettrica derivata da
regioni extracefaliche (es. sul dorso della mano). 
   Qualora sia necessario sospendere momentaneamente il funzionamento
degli apparati di rianimazione e di monitorizzazione. 
   In caso siano presenti abbondanti artefatti muscolari che  possano
mascherare l'attivita' cerebrale  sottostante,  o  simularla  creando
quindi problemi di  interpretazione,  si  consiglia  di  ripetere  la
registrazione  dopo  somministrazione  di  farmaci  che  bloccano  la
funzionalita' della placca neuromuscolare (es.  Succinilcolina  20-40
mg i.v.). 
4) Personale addetto. 
   L'esecuzione delle indagini  elettroencefalografiche  deve  essere
effettuata  da  tecnici  di  neurofisiopatologia  sotto  supervisione
medica. 
   In mancanza di tale figura professionale, in via transitoria e  ad
esaurimento e sempre sotto supervisione  medica,  l'esecuzione  degli
esami puo' essere affidata a  tecnici  e/o  infermieri  professionali
adeguatamente formati a svolgere tali mansioni.